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Zucchetto
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Lo mweazucchetto o mweqpapalina o mwegpileolo (dal mwewlatino: mwfapileolus, ovvero mwfqpiccolo mwfgpileo) o mwfwcalottacite-ref-1[1] (dal mwhalatino: mwhqcalva, ovvero mwhgcranio), o ancora mwhwsolideo perché mwiasoli Deo tollitur (lo si toglie solo in onore di Dio), è un copricapo a forma di calotta emisferica a otto spicchi (gli ebrei e i rabbini lo portano a sette spicchi e sta a significare «la mano di Dio» sopra il capo, perché l'uomo rimanga sotto la protezione divina, oppure come limite per non andare oltre il cielo, che è dimora di Dio, come accadde per la torre di Babele che ha sfidato il cielo: dunque simbolo di umiltà della creatura umana) che viene indossato dagli mwiqecclesiastici come segno di sacralità e anche di autorità nella Chiesa.

Contents

Note

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Storia del nome

L’utilizzo originale dello zucchetto era prevalentemente pratico poiché doveva tenere caldo il capo dei chierici che frequentavano i freddi monasteri e le chiese medievali; esso prendeva la sua forma dall'antico copricapo greco noto come mwjqpileo. Quando gli esploratori spagnoli del mwjgXVI secolo portarono in mwjwEuropa le zucche dal mwkaMessico, questo copricapo venne soprannominato mwkqzucchetto proprio per la sua somiglianza alla parte superiore di una zucca.cite-ref-2[2]

Utilizzo

Alcuni mwpgpresbiteri o mwpwabati lo usano mwqanero, altri insigniti di titolo monsignorile, come alcuni canonici e i protonotari, lo portavano nero di seta con una "filettatura" color mwqqpaonazzo, o mwqgcremisi a seconda del loro grado, l'abate di Sant'Ambrogio, titolare nell'mwqwomonima antica basilica monastero di Milano, qualora non fosse vescovo portava, per privilegio diocesano, questo particolare zucchetto filettato (se l'abate è vescovo o abate mwrgnullius parificato dal diritto canonico all'ordinario, cioè al vescovo, oppure l'abate ordinario territoriale con giurisdizione su alcune parrocchie, lo indossa di colore paonazzo); i mwrwvescovi tutti, diocesani e titolari, lo usano in seta di colore paonazzo; i nunzi apostolici che rappresentano la Santa Sede, in seta moirée paonazzo, alcuni mwsaarcivescovi per diritto invalso o per la carica di primati lo portavano, e alcuni ancora lo portano, di colore rosso "cremisi", anche in seta moirée, (ad esempio l'arcivescovo metropolita di Udine, perché erede del soppresso patriarcato di Aquileia) come pure color rosso porpora (detto rosso ponsò, cioè più chiaro e tendente ad un rosso aranciato simile a quello dei cardinali) alcuni arcivescovi insigniti, nella storia, dal papa, pur non essendo cardinali, come attualmente ancora l'arcivescovo di mwsgSalisburgo, l'arcivescovo di mwswVercelli, l'arcivescovo di mwtaLucca, il vescovo di mwtqTeramo-Atri, il vescovo di mwtgTortosacite-ref-3[3] e il mwuwpatriarca di mwvaVenezia, il cui abito corale è dello stesso colore, portato soltanto nel territorio della propria provincia ecclesiastica e mai fuori di essa, se non per incontrare il pontefice in privato o in pubblico. I mwvqcardinali dal mwvg1591 lo portano dunque mwvwrosso porpora (ponsò) in seta moirée; il mwwapapa e il mwwqpapa emerito mwwgbianco in seta moirée.

Lo zucchetto viene indossato anche durante la celebrazione della mwbgmessa, ma non da chi non sia insignito almeno di un titolo prelatizio, o che non abbia un indulto apostolico che lo autorizzassecite-ref-4[4]. Per evidenziare l'importanza dell'mwcweucaristia, il celebrante e concelebranti tolgono dal capo lo zucchetto prima del mwdaprefazio e per tutta la mwdqliturgia eucaristica. Viene rimesso al termine dei riti di comunione, ovvero quando le specie eucaristiche sono state riposte nel mwdgtabernacolo. Sopra di esso si può anche indossare la mwdwberretta o tricorno.

Lo zucchetto è rivestito in pelle all'interno in modo da poter aderire meglio al capo.

Influenza culturale

Per estensione, "ricevere lo zucchetto rosso" significa essere nominato cardinale.

Differisce dal mwlgcamauro perché non ha prolungamenti sulle mwlworecchie, essendo infatti emisferico.

È sinonimo di mwmqpapalina, che indica anche un copricapo usato in genere in casa da uomini anziani, simile allo zucchetto del mwmgpapa.

Durante il pontificato di mwnapapa Francesco si assiste a una curiosa consuetudine in occasione delle udienze del mercoledì: al termine dell'udienza generale, i fedeli sono soliti allungare le braccia e porgere al pontefice, che passa in mezzo a loro, uno zucchetto affinché egli lo indossi; dopo averlo posto sul capo per qualche secondo, il papa lo restituisce al fedele.cite-ref-5[5]

In realtà già mwogpapa Pio XII era solito indossare per qualche momento lo zucchetto porto dai fedeli durante le udienze del mercoledì. Quest'ultimo, infatti, durante un’udienza, mentre si sporgeva in basso dalla mwowsedia gestatoria, come era solito fare per porgere la mano ai fedeli, chinò eccessivamente il capo sino a far cadere lo zucchetto bianco, così i presenti fecero a gara per ottenerlo. Da quel momento in poi, nelle udienze successive, divenne abitudine che i fedeli portassero una papalina nuova per porgerla al pontefice, il quale, dopo averla indossata per pochi istanti, la restituiva. mwpaSuor Paschalina Lehnert, assistente personale di papa Pacelli, raccontò che il Santo Padre al termine di un’udienza dovette ripetere lo stesso gesto per più di cento volte.

Note

cite-note-11. mwqwMichael Kwatera, mwraIl manuale dei giovani ministranti, collana mwrqManuali per i ministeri, traduzione di Luigi Dal Lago, Elledici, 2008 mwrg[2004], p.mwrw 52, mwsaISBNmwsq 978-8801035483.
cite-note-22. mwtgmwtwmwuaSapevate che la papalina prende il nome da una zucca?, su mwuqit.aleteia.org.
cite-note-33. mwvqmwvgmwvw(mwwamwwqES) Història de la nostra Diòcesi, su mwwgbisbattortosa.org.
cite-note-44. Ludovico Trimeloni, mwxgCompendio di liturgia pratica, Marietti 2007, n. 405
cite-note-55. mwygAntonello Battaglia, mwywL'abito dell'anima. Materiali e simboli delle vesti religiose in G. Motta (a cura di), La Moda contiene la Storia e ce la racconta puntualmente, pp. 178-179, Roma, Nuova Cultura, 2015.

Bibliografia

• mwzwDieter Philippi, Sammlung Philippi - Kopfbedeckungen in Glaube, Religion und Spiritualität,, St. Benno Verlag, Leipzig, 2009, ISBN 978-3-7462-2800-6.
• Antonello Battaglia, mw0qL'abito dell'anima. Materiali e simboli delle vesti religiose in G. Motta (a cura di), mw0gLa Moda contiene la storia e ce la racconta puntualmente, Nuova Cultura, Roma, 2015, pp.mw0w 177–199.
• mw1qPaschalina Lehnert, Pio XII. Il privilegio di servirlo, Milano, Rusconi Libri S.p.A, 1984, pp. 123-124.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

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Collegamenti esterni

• mw3g(DE) Fotografie, informazioni e bibliografia su zucchetti, su dieter-philippi.de.